Perché Linux risulta meno diffuso di Windows

18 Ottobre 2009 di Daniele Frulla


Le applicazioni open source, rappresentano un lodevole ed efficacissimo modello di collaborazione ma spesso un fallimentare modello di business per aziende e utenti finali, che non ne riescono a cavalcarne l’onda.
In sostanza il mondo Linux fallisce anche perché sembra meno in grado di venire incontro alle reali esigenze degli utenti di quanto non avvenga con le soluzioni Microsoft.

Linux sta attraversando sicuramente un periodo favorevole, rosicchiando quote di mercato nel settore dei server e conquistando nuove categorie di utenti grazie ai netbook.
La crisi economica fa la sua parte, rendendo le soluzioni basate su distribuzioni open source più appetibili di quelle basate su software proprietario, anche grazie ai risparmi ottenibili per le piccole imprese.
Per quanto riguarda i desktop, malgrado l’evoluzione delle interfacce di alcune distribuzioni (Ubuntu), Windows offre ancora maggiore facilità d’uso, più disponibilità di software e la forza del colosso di Redmond di evolversi. Inoltre Windows è più veloce nel seguire l’evoluzione dell’hardware e sfruttarla a dovere.

Windows

Quando si parla di soluzioni professionali per i server si dovrebbero confrontare i costi complessivi delle edizioni enterprise dell’una e dell’altra parte. I due terzi di questo mercato nel mondo Linux è dominato dall’edizione Enterprise di Red Hat, di cui si paga l’assistenza e molti “accessori”, arrivando a un prezzo molto vicino, e anche meno conveniente, di quello proposto da Microsoft per il suo Windows Server 2008.

I cosi totali ed accessori per Linux risultano superiori ed un’infrastruttura Windows risulta più adattabile di Linux, offre una maggiore facilità d’uso, più software disponibile ed una maggiore facilità di sfruttare l’hardware.

Linux

La forza di Linux sta nella consistenza dei rilasci, mentre quella di Windows si dimostra inconsistente ( chi si ricorda si WindowsME o dei primi lanci fallimentari di Win98 e Vista ). Sicuramente contribuisce la stabilità dei prezzi delle distribuzioni, mentre per Microsoft i prezzi sembrano risentire degli andamenti del NYSE e dei continui rialzi.
La trasparenza di Linux viene dimostrata in ogni suo aspetto e non viene pubblicizzata come accade per il suo diretto concorrente che per attirare l’attenzione dell’utete finale promette cose fantasmagoriche, che spesso si dimostrano un boomerang, anche solo per il discorso che l’hardware necessario a supportare tutte queste migliorie è notevole, mentre per le distro di Linux è sufficiente hardware più contenuto e alla portata di tutti.

Conclusioni

L’articolo non vuole dimostrare quale sia il migliore, anche perchè lavorando nel campo dell’IT, mi rendo conto di quanto sia importante Windows sotto certi aspetti,  ma di quanto si faccia preferire Linux per altri.


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